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19 luglio 2009

Bettino Craxi: Discorso alla Camera dei Deputati del 29 Aprile 1993. Nessuno replicò!

“C’è un problema di moralizzazione della vita pubblica che deve essere affrontato con serietà e con rigore, senza infingimenti, ipocrisie, ingiustizie, processi sommari e grida spagnolesche. E’ tornato alla ribalta, in modo devastante, il problema del finanziamento dei Partiti, meglio del finanziamento del sistema politico nel suo complesso, delle sue degenerazioni, degli abusi che si compiono in suo nome, delle illegalità che si verificano da tempo, forse da tempo immemorabile. Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in certi casi hanno tutto il sapore della menzogna. Si e’ diffusa nel paese, nella vita delle istituzioni e della pubblica amministrazione, una rete di corruttele grandi e piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica, uno stato di cose che suscita la più viva indignazione, legittimando un vero e proprio allarme sociale, ponendo l’urgenza di una rete di contrasto che riesca ad operare con rapidità e con efficacia. I casi sono della più diversa natura, spesso confinano con il racket malavitoso, e talvolta si presentano con caratteri particolarmente odiosi di immoralità e di asocialità. Purtroppo anche nella vita dei Partiti molto spesso e’ difficile individuare, prevenire, tagliare aree infette sia per la impossibilità oggettiva di un controllo adeguato, sia talvolta, per l’esistenza ed il prevalere di logiche perverse. E così all’ombra di un finanziamento irregolare ai Partiti e, ripeto, al sistema politico, fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti trattati provati e giudicati. E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, e’ che buona parte del finanziamento politico e’ irregolare od illegale. I Partiti specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche e operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo (ndr. nessuno si alzò): presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”.”…

“… la mia libertà equivale alla mia vita”.

Con grande forza e orgoglio rivendichiamo il nostro passato: le vittorie e le sconfitte, le conquiste e gli errori.

Un passato che, nonostante le attuali difficoltà del PS in Italia, è una solida colonna del nostro presente: è soprattutto grazie all’opera democratica ed europeista di Bettino Craxi che il Socialismo Europeo affonda le sue radici nel Socialismo Italiano.

Anche per questo il PS deve essere maggiormente consapevole del suo patrimonio politico e culturale, evitando di lasciare ad altri la possibilità di fregiarsi del nostro passato, a volte persino rispolverando alcune delle nostre idee in chiave programmatiche e politica.

Siamo coscienti che non possiamo fermarci esclusivamente a rileggere la nostra storia ma è comunque necessario accompagnare l’azione politica e programmatica di rilancio del PS anche con la ricchezza della nostra cultura.

L’Italia non ha bisogno dei “nuovismi” di una vecchia oligarchia o di patti etici figli dell’ipocrisia ma di una forte spinta socialista, europeista, liberale e democratica.

“Che Craxi sia un uomo di grandi capacità e ambizioni, lo si sapeva. Che sia anche uomo di grande coraggio, lo si è visto ieri, quando pronunciava alla Camera il suo discorso di replica. Per due volte si è interrotto alla ricerca di un bicchier d'acqua. Per due volte Andreotti glielo ha riempito e porto. E per due volte lui lo ha bevuto”. (Indro Montanelli )

CITAZIONI

"Il Governo italiano ha sempre condotto con la massima intransigenza la lotta al terrorismo ed i risultati sin qui conseguiti lo dimostrano. Nessun governo libero al mondo ha saputo conseguire decisivi risultati nella lotta al terrorismo, senza distruggere i principi e le regole dello stato di diritto, così come hanno saputo fare i governi della Repubblica Italiana. Non c'è un caso di cedimento, o di debolezza che possa essere imputato a questo Governo, nella lotta al terrorismo". (B.C.)


Il Boeing 737 di Sigonella. Io c'ero. E' stato il giorno più bello ed orgoglioso della mia vita. Grazie Presidente Craxi.

Abu Abbas era su un Boeing 737 egiziano con destinazione Tunisi o Algeri. Con lui, quel 10 ottobre 1985, i 4 palestinesi che avevano sequestrato la nave da crociera Achille Lauro (uccidendo un disabile americano), la sua guardia del corpo, un diplomatico egiziano, 10 agenti dell'intelligence egiziana e 6 uomini dell'equipaggio: Abbas era fra i leader OLP di Yasser Arafat.

Abbas avrebbe fatto da mediatore per la liberazione degli ostaggi nell'Achille Lauro in cambio dell'impunità per i 4 palestinesi, ma a mezz'ora dal decollo l'aereo fu affiancato da quattro F-14 americani: al Presidente del Consiglio Craxi una chiamata dalla Casa Bianca ordina di dirottare il Boeing sulla base Nato di Sigonella (Sicilia). A Fulvio Martini (capo del Sismi) è affidato l'incarico di seguire la vicenda.

L'aereo atterra a Sigonella e 250 uomini, fra avieri di leva e carabinieri, lo circondano, mentre l'aeroporto viene oscurato, ma degli F-14 neanche l'ombra: al loro posto due C-141 Lockheed da trasporto che (a luci spente), senza, permesso, scendono a terra alle 24.15, a due ore e un quarto dal decollo.

Sbarcano 50 teste di cuoio Delta Force sfidano avieri e carabinieri circondandoli: non scherzano, sono armate da capo a piedi al comando del generale di brigata Carl W. Stiner. L'obiettivo è di prelevare i 4 palestinesi, lo stesso Abbas e portarli in America, ordini di Reagan.

Ma giungono altri carabinieri che circondano gli americani, sono arrivati dalle vicine Catania e Siracusa, Craxi vuole che gli uomini sull'aereo siano processati in Italia: Martini si affida al capitano Marzo che fa posteggiare un'autocisterna dinanzi al velivolo onde impedirgli definitivamente di muoversi dalla base. Il colonnello Ercolano Annichiarico, intanto, cerca il dialogo con Stiner, ma fra loro volano insulti.

Italiani e statunitensi giungono al contatto fisico, puntano le armi, si minacciano a vicenda, le guardie egiziane sull'aereo sono pronte a respingere eventuali assalti americani. Stiner avverte di essere in contatto con lo Studio Ovale e tenta il bluff: "Il Governo Italiano ha promesso di consegnarci i palestinesi, non capisco la resistenza di voi militari". Ma non è così, da Roma Craxi tiene in guardia Martini, è un tranello.

Alle 2.00 Reagan telefona, chiede personalmente la consegna dei quattro uomini, ma Craxi risponde con un 2 di picche; alle 3.00 Stiner minaccia nuovamente: "Sgomberare o faccio disarmare i suoi uomini", ma si rende conto di non poter tenere testa agli italiani, Reagan chiede il rientro dei C-141 e della Delta Force. La tensione fra Italia e Stati Uniti era alle stelle, lo scontro fra i due Paesi non era mai stato così aspro da quando sono alleati.

Un Mystere dei nostri servizi segreti arriva a Sigonella da Roma. Sono le 16.30 dell'11 ottobre e a bordo c'è l'ammiraglio Martini che avverte i subalterni: "Stiner è ancora lì, nella base Usa e gli americani ci [...] spiano. Siamo intercettati a tutti i livelli". I contatti fra Roma e Sicilia avvengono dai telefoni della Galleria Colonna, perfino Craxi usa una cabina pubblica.

Ma ecco riapparire sulla pista di Sigonella Stiner a bordo di un T-39 minacciando di bloccare il decollo del Mystere e dei 4 caccia F-104 incaricati di scortare il Boeing alla volta della Capitale alle 22.00.
I caccia partono ugualmente, ma il T-39, affiancato da un F-14 della Sesta Flotta, si lanciano all'inseguimento tentando il dirottamento, i piloti italiani accettano la sfida ala contro ala a 10 Km di quota fino a quando gli americani non cedono ancora.

L'invitto Stiner allora perviene all'Aeroporto di Ciampino ponendosi davanti al Boeing, di traverso. Interviene, quindi, l'ammiraglio Martini preannunziando di spazzare via il T-39 con un bulldozer; i suoi modi sembrano convincenti, gli americani riprendono il volo per non tornare più.
Alla base dell'atteggiamento del Governo c'era un accordo segreto che, grazie ad Aldo Moro, preservava l'Italia dal terrorismo islamico

LA VERGOGNA INDELEBILE DELL'ITALIA.

BETTINO CRAXI PICCOLA BIOGRAFIA-